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3 Nemici da evitare a tavola

Scopriamo insieme quali sono le categorie di questi alimenti

E’ tutta colpa dei grassi?

Quando si parla di alimentazione, tutti puntano il dito contro i grassi. Per prima cosa bisogna differenziare i grassi saturi da quelli insaturi. Quelli da evitare sono soprattutto i primi poiché sono difficili da metabolizzare e possono causare un aumento del colesterolo. I grassi saturi sono quelli di origine animale (burro, strutto, lardo) e sono i più pericolosi per il sistema cardiocircolatorio.

Quelli insaturi, invece, si trovano soprattutto nei prodotti di origine vegetale ma anche nel pesce (Omega 3) e non sono dannosi per l’organismo. Attenzione quindi a formaggio, burro, panna, margarina, carne rossa, salse e fritti. L’ideale sarebbe quello di limitare il più possibile i grassi saturi, sostituendoli con quelli ‘buoni’. Tra le carni scegliete di consumare quelle bianche e se consumate il latte scegliete quello magro.

Per condire i piatti è preferibile utilizzare solo l’olio extra vergine d’oliva, meglio se crudo, che favorisce la digestione. Cucinate con padelle antiaderenti o al forno; mentre per le cotture preferite quelle al cartoccio e al vapore.

Troppo sale fa male, ma quando è troppo?

Secondo gli specialisti, il consumo giornaliero di sale in un adulto non dovrebbe superare i 5 grammi, circa un cucchiaino da caffè. Per gli Adulti oltre i 60 anni la quantità di sale è inferiore, mentre per i bambini la dose massima è di 2 gr. Quindi il sale fa bene solo se in giusta dose, non andrebbe aggiunto ai cibi.

Purtroppo però per la sua capacità di preservare i cibi, il sale è utilizzato come conservante e lo si può trovare ovunque: nelle patatine, nei cracker, nei surgelati, nei dadi da brodo, ma anche nei formaggi, nel tonno e nei legumi in scatola, negli affettati e perfino nel pane.

Nel sale si trova soprattutto sodio puro, che è il vero antagonista della salute perché influisce negativamente sulla pressione arteriosa. Il sodio contenuto naturalmente negli alimenti è sufficiente a coprire il nostro fabbisogno. Lo troviamo nella frutta, verdura, carne, pesce e nei derivati dei cereali, nei condimenti quali: dado da cucina, ketchup e salsa di soia.

Gli esperti consigliano invece di far uso di sale iodato, cioè arricchito con iodio, minerale importantissimo anche per lo sviluppo e il funzionamento della tiroide.

Evitare di aggiungere il sale agli alimenti e utilizzare sale iodato. Limitare salumi, patatine, cibi in scatola, snack salati, prodotti da forno e dolci confezionati.

Una delle alternative per insaporire i cibi, sono le erbe aromatiche, il succo di limone, l’aceto e se gradito il peperoncino.

Gli zuccheri si trovano solo nei dolci? Lo zucchero può davvero creare dipendenza?

I termini “carboidrati” e “zuccheri” sono spesso confusi nel linguaggio comune. Il termine carboidrati fa riferimento a una pluralità di composti, che si dividono in carboidrati semplici (zuccheri) e carboidrati complessi.
Sono carboidrati semplici: glucosio, fruttosio, lattosio, saccarosio.
Sono carboidrati complessi: amido, glicogeno, fibra.

I carboidrati complessi sono cereali e derivati (pasta, pane, riso, orzo, farro, mais, segale e patate), vengono metabolizzati in modo completamente diverso e sono fonti di energia utili e salutari.

Perché si crea una dipendenza con i dolci?

Perchè lo zucchero assicura il rilascio di dopamina, l’ormone del piacere, della felicità; non appena l’effetto si esaurisce, il cervello ne chiede nuovamente. Questo innesca un circolo vizioso che ti porta a mangiare sempre più zucchero. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) soloil 5-10% delle calorie giornaliere devono essere assunte sotto forma di zuccheri. Si tratta di circa 6 cucchiaini.

Una comune barretta al cioccolato spesso soddisfa l’intero fabbisogno giornaliero di zucchero. Il fatto è che lo zucchero è presente in tantissimi alimenti, quindi a volte è difficile individuarlo.

E’ presente in prodotti che non dovrebbero contenerlo come: piselli in scatola, minestroni surgelati, salsa di pomodoro, sughi pronti, maionese, fette biscottate, pane, yogurt, succhi di frutta, burger di soia, patate fritte, snack salati, biscotti e cereali. E’ aggiunto anche in prodotti insospettabili come risotti in busta, pesto pronto, pane in cassetta zuppe pronte, insalata russa, tortellini di carne, bevande al Ginseng, tè freddi.

Spesso e volentieri lo zucchero si nasconde sotto altri nomi

A parte i più comuni come saccarosio, glucosio, fruttosio, lattosio. Esistono anche: sciroppo di riso, melassa, succo d’uva, stevia, sciroppo d’acero, destrosio, maltosio, amido di mais o tapioca.

Lo zucchero è la causa non soltanto della carie dentale ma di una serie di patologie come il diabete, l’obesità, i tumori, la cistite cronica e perfino le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Non c’è motivo di evitare gli zuccheri che sono naturalmente presenti nel cibo, ma sarebbe utile evitare di aggiungerli; come ad esempio alla frutta già ricca di fruttosio. Evitare caramelle, bibite, succhi e limitare i dolci. Il modo più efficace di ridurre il vostro apporto di zuccheri è mangiare soprattutto cibo fresco e naturale, non confezionato.

Anche i cibi dietetici che contengono pochi grassi sono ingannevoli, perché spesso parte grassa viene sostituito dallo zucchero. Il sushi viene spesso associato all’idea di cibo sano e leggero,  ma purtroppo contiene zucchero; poiché al riso viene aggiunto lo zucchero.
Il pane bianco contiene lo zucchero, ma occhio a scegliere le alternative integrali; di solito sono più sane, ma possono anche contenere molti zuccheri e spesso peggiori di quelli contenuti nel pane bianco. La giusta dose dovrebbe essere 4 gr per 100 gr di pane.