Mindfulness

Piacersi, per stare bene con gli altri

Quando imparare a stare da soli è di fondamentale importanza!

L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che ci porta a valutare e apprezzare noi stessi tramite l’auto-approvazione.
Oggi giorno, ci si valuta confrontandosi con chi ci circonda (confronto sociale), ma questo è un atteggiamento sbagliato, perché spesso le persone mostrano la parte migliore di sé o quello che vogliono far vedere.
Il dialogo con noi stessi è la chiave per raggiungere una maggior consapevolezza: generalmente la parte inconscia è la parte che ci protegge, mentre la parte razionale è la parte che ci limita con le paure.

Per vivere in modo sereno, mente ed inconscio devono essere d’accordo.

È importante guardarsi dentro per riconoscere le proprie passioni e per capire ciò che si vuole veramente.
La mancanza di autostima ci blocca. Ma non agendo, non avremo successo. Anche se non si ha autostima bisogna agire come se fossimo sicuri di quello che stiamo facendo o che andremo a fare, indipendentemente dal risultato.
Il solo fatto di aver agito avrà comunque rafforzato la nostra autostima.
Il successo o l’insuccesso dipendono quindi da noi. Il pensiero è potente: ripetersi continuamente che non ce la faremo o che non siamo in grado non ci porterà nulla di positivo.

Vivendo alla continua ricerca dell’approvazione degli altri, saremo sempre condizionati dalla paura di deludere o di sbagliare.

Liberandoci dal compito di essere perfetti e agendo liberamente senza essere condizionati, la nostra autostima crescerà.
Se non abbiamo l’approvazione degli altri, potremo far leva sulla nostra soddisfazione di aver agito e di aver tentato.

Il primo grande passo per cambiare è accettarsi.

L’errore più comune è sprecare tempo a pensare a quello che gli altri vedono di noi, piuttosto che pensare a quello che vogliamo fare.
Non c’è bisogno di essere diversi per sentirsi accettati. L’accettazione è spesso interpretata come un atteggiamento di rassegnazione, ma accettare sé stessi significa essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie difficoltà per poi provare a superarli.
L’accettazione di sé è uno dei pilastri fondamentali dell’autostima. È importante sapere che l’autostima si impara e si costruisce con il tempo.

Se vogliamo aver successo nella vita dobbiamo convivere con l’idea di poter fallire.

Le persone con una bassa autostima sono più vulnerabili, meno autonome e si arrendono più facilmente appena incontrano qualche difficoltà.
Mentre le persone con alta autostima traggono beneficio dalle loro debolezze e dalle cose negative, si rimboccano le maniche, piuttosto che lamentarsi.

Avere autostima significa valutarsi positivamente, indipendentemente dai risultati raggiunti.

Due consigli per stare bene nella vita:

  • trovare qualcosa in cui siete bravi davvero
  • non criticatevi per ogni cosa.

Spesso il lavoro, le relazioni sociali, i problemi hanno una forte influenza sulla nostra vita, non dovrebbero però cambiare la concezione del nostro valore.
Può capitare ad esempio, che le donne con una bassa autostima possano cadere nella rete di un seduttore narcisista almeno una volta nella loro vita.
Instaureranno quindi una relazione tossica: una forma di amore ossessivo. Si tratta di una relazione caratterizzata da un forte dipendenza, dove uno dei partner è dominante rispetto all’altro.
Le persone che instaurano questo tipo di relazione, hanno una profonda incapacità di vivere la solitudine.
Spesso hanno avuto nel corso della vita a che fare con l’abbandono, con il non riconoscimento e con il rifiuto, e pur di non riviverlo, “il dipendente affettivo” così chiamato, è disposto ad accettare rapporti infelici e molto complessi.

Questi partner inizialmente appaiono brillanti, energici, premurosi e attenti, ma con il passare del tempo possono rivelarsi persone instabili, fredde, menefreghiste, dure e a volte aggressive.

La dipendenza affettiva recentemente è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fra le patologie conclamate, fa parte delle addiction (cioè le dipendenze senza sostanza).

Dipendere vuol dire essere aggrappati a qualcosa che ci sostiene, senza il quale non riusciremmo a vivere. È una problematica che colpisce di più le donne, le quali all’interno di queste relazioni si sentono sbagliate, insicure, non amate, rifiutate, poco efficaci ed utili.

È quindi importante riconoscere subito i primi campanelli di allarme e interrompere immediatamente la relazione.
Se non si è in grado, bisogna chiedere aiuto ad una amica o ad un esperto perché nel rincorrere queste relazioni si investono molte energie, ma a lungo andare possono far scaturire sintomi tra cui insonnia, ansia e depressione.

Apparire, in questo tempo, ha una valenza maggiore dell’essere.

La società moderna d’altro canto non fa altro che aumentare il rischio di vivere sempre più rapporti meno autentici, poiché coltiva l’apparenza piuttosto che una reale felicità.

Ci si allontana sempre più da noi per assomigliare sempre più agli altri.
La nostra è una società influenzata da modelli ed icone generati dal mondo della pubblicità, dello sport, dello spettacolo e della televisione.

L’uomo in quanto essere sociale ha bisogno di essere accettato e stimato.

Perché, oggi apparire è così importante?

Apparendo ci sentiamo meno soli. Ci costruiamo una maschera, impariamo un copione, a volte anche in modo inconscio ma alla fine la vita presenta il conto.
Essere autentici è un pregio per noi stessi ma anche per le persone che incontreremo nella nostra vita.
Essere qualcun altro ha costi elevati, essere sé stessi invece è liberatorio.

Il vero potere dell’uomo è nell’essere e non nell’apparire: “valgo perché sono, non perché appaio”.

La strada giusta inizia dall’amore per sé stessi, poiché nessuno può veramente amare qualcuno se prima di tutto non ama sé stesso.